Traduzione e affetti in Un’altra cena rovinata e ne Il manuale della femminista guastafeste di Sara Ahmed

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Abstract

Con questo contributo intendiamo approfondire il ruolo che il concetto di affetto ha ricoperto nelle nostre traduzioni di Un’altra cena rovinata (2023) e Il manuale della femminista guastafeste (2024) di Sara Ahmed, studiosa indipendente anglo-australiana che lavora sulle intersezioni tra femminismi, lesbofemminismi, studi critici sulla razza, teorie queer e teorie degli affetti. L’interesse per il pensiero di Sara Ahmed, che negli ultimi due o tre anni si è intensificato nel pubblico in generale – e ancor di più in ambito femminista – risale a qualche anno fa. Fu l’attivista e studiosa transfemminista italiana Liana Borghi a far conoscere Ahmed in Italia attraverso l’organizzazione, tra il 2007 e il 2008, di un ciclo di seminari a Villa Fiorelli (Prato) dedicati al tema dell’affetto – a cui la stessa Ahmed aveva partecipato. La fascinazione per il suo pensiero prende le mosse, dunque, dalla teoria degli affetti, a cui la studiosa stava lavorando in quegli anni (si veda il libro The Cultural Politics of Emotion). Una fascinazione, questa, che ha colpito anche noi, e che ci ha portato a collaborare alla traduzione del Manifesto guastafeste, contenuto all’interno del libro Vivere una vita femminista, e che avevamo tradotto in italiano con il collettivo Les Bitches (Ahmed 2020). Il tema dell’affetto, tuttavia, non rappresenta solo un argomento caro alla studiosa ma investe anche la sua scrittura e il suo modo di fare ricerca. Ecco che, dunque, nel tradurre una selezione dei suoi testi, ci siamo chieste più volte come sintonizzarci affettivamente con la scrittura di Ahmed e come riprodurre il suono della sua lingua, una lingua molto affettiva e corporea. Ciò che ci ha motivate (e che ci ha facilitato) in questo percorso sono state nostre esperienze affettive, simili a quelle descritte da Ahmed: un’esperienza di denuncia all’interno dell’università inglese (Michela) e l’esperienza quotidiana di essere percepita come guastafeste per il proprio attivismo transfemminista e antispecista (feminoska). I testi contenuti nell’antologia e nel manuale della femminista guastafeste ci hanno messo nella condizione di rivivere e rielaborare in modo catartico gli affetti negativi legati alle esperienze narrate di frustrazione per il silenziamento di cui sono vittime coloro che denunciano e che rovinano la festa dell’eteropatriarcato, rielaborazioni che Ahmed ci esorta a fare con maestria filologica. Nel tradurre Ahmed abbiano dunque tentato di mettere in atto degli sblocchi, di tessere nuove reti affettive, sulla scia degli studi sulla traduzione attivista e transfemminista, mettendole in relazione con il lavoro di altre traduttrici dei suoi libri, di modo che possano funzionare come fili elettrici su cui far scorrere e circolare nuove energie affettive.
Original languageItalian
Number of pages23
JournalItalian Culture
Early online date20 Jan 2026
DOIs
Publication statusE-pub ahead of print - 20 Jan 2026

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